DAGLI SCONTRI STRADALI A QUELLI NELLA CONSULTA.

E’ ora.
    Sì, è ora di fare il punto, per quanto parziale e forzatamente incompleto, almeno sulle impressioni dei primi giorni di intensi lavori della struttura per cui tanto abbiamo lottato e che non consentiremo mai a nessuno di far fallire.
    L’avventura della Consulta Cittadina della Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità di Roma è cominciata a pieno ritmo da martedì 29 agosto 2017.

     Ogni giorno feriale c’è almeno un appuntamento riguardante i vari gruppi di lavoro.

Lunedì: Infrastrutture Ciclopedonali;
martedì: Governo del Traffico e Regolazione della Velocità;                   mercoledì: Infrastrutture Carrabili; Utenze Vulnerabili;             giovedì: Mobilità Sostenibile, Trasporto Collettivo e Sistemi Alternativi;
 venerdì: Cultura, Formazione e Comunicazione.
     I lavori procedono a ritmo serrato in quanto le proposte dei vari gruppi devono essere presentate in tempo utile per essere prese in considerazione durante la prossima sessione di bilancio comunale per l’anno 2018, da cui ci separano poche settimane.
     Fino dal giorno, il 19 luglio, in cui si è riunita la prima volta la Commissione di Coordinamento, una sorta di vertice tra gli incarichi della Consulta, si è delineata una netta contrapposizione tra due visioni nette e contrapposte della sicurezza stradale e della mobilità urbana.
    Quella tradizionale, che ha mostrato ampiamente, negli anni, le nefaste implicazioni di inefficienza, lesività e invivibilità, e quella moderna, aperta alle esperienze nazionali e internazionali migliori, che individua nell’uomo e non nei mezzi motorizzati il soggetto che deve muoversi in pacifica armonia con le varie componenti della realtà urbana.
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    La difficile convivenza tra soggetti di dimensioni, potenze e prepotenze diverse che si verifica ogni giorno sulle strade si va ripetendo uguale a se’ stessa anche nei vari incontri della Consulta. Gli scontri stradali diventano scontri verbali e concettuali tra posizioni, per motivi opposti, difficilmente conciliabili.
     Si è perseguita l’occupazione di ogni incarico di gestione dei gruppi distribuendola anche tra chi per lunghi anni è stato parte del sistema che ha creato la perversa e aberrante situazione di violenza stradale in cui viviamo, malissimo, quotidianamente.
     Nell’ultimo incontro del tavolo sul Governo del Traffico e la Regolazione del Traffico (il termine “moderazione”, ovunque normalmente usato, non è stato accettato) registriamo  l’ennesimo esempio di grave arretratezza culturale sui temi cardine della prevenzione stradale.
     Di tutte le soluzioni strutturali, tecnologiche e di intervento umano, l’unica accettabile dalla parte tecnica era il ridimensionamento delle corsie della carreggiata, peraltro inefficace nel ridurre la velocità in caso di scarso traffico. Ritenuti fuori legge o inefficienti o comunque inaccettabili gli attraversamenti pedonali rialzati, i cuscini berlinesi, Tutor, autovelox, display elettronici della velocità, tutti dispositivi comunemente usati da tempo in tutte le realtà urbane che hanno raggiunto stabilmente standard di sicurezza elevati.
     L’Amministrazione Capitolina, forse unico caso senza precedenti in Italia, ha dato una enorme opportunità alla propria cittadinanza attiva, ovvero quella di incaricarla di indirizzare le politiche di prevenzione stradale e di miglioramento della mobilità attraverso la scelta della destinazione delle risorse, ingenti, provenienti dalle multe come da artt. 208 e 142 CdS.
E’ nostro dovere morale e civile indicare un utilizzo di questi fondi secondo le teorie più aggiornate e funzionali della scienza esatta della sicurezza stradale senza ripetere gli errori devastanti da cui, purtroppo, molti non hanno ancora tratto le dovute e fin troppo evidenti conclusioni.
     Un doveroso ma sentito ringraziamento a tutti coloro che, in questi giorni, stanno profondendo un grande impegno con notevoli sacrifici della propria vita privata, senza altro obiettivo che non sia quello di realizzare un giorno, speriamo non lontano, una città vivibile.  Per tutti.
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