SCENARI DI MOBILITA’ URBANA POST FASE ACUTA COVID 19

LE GRANDI CITTA’ ALLA PROVA DEL TRAFFICO. 
IL CASO ROMA (ma non solo).
      La pandemia virale rischia di lasciare una pesantissima eredità sul traffico e le condizioni di vivibilità urbana di molte città.
      Il problema principale consiste nelle conseguenze attese sul trasporto pubblico ovvero una  devastante “fuga” verso l’automobile da parte di chi utilizzava tram, autobus, treni, filobus e metropolitane considerati adesso pericolosi per il rischio contagio e/o scomodi e non convenienti per le sopravvenute difficoltà di utilizzo dovute all’obbligatorio rispetto delle distanze sanitarie.
      Non sappiamo quanto durerà questo effetto negativo, di sicuro dipende da quanto si prolungherà l’allerta virale e dagli esiti psicologici sugli utenti dei mezzi pubblici.
      A queste incognite si aggiungono altre variabili, ovvero le politiche intraprese dai vari livelli amministrativi locali e di governo centrale per fronteggiare questa emergenza invero del tutto inedita.
      Se si dovessero combinare tempi lunghi per il superamento della crisi tpl con ritardi e inadeguatezza di soluzioni istituzionali il risultato potrebbe essere catastrofico per le città coinvolte.
CorsiaBiciChampsE
      Proviamo a delineare dei quadri situazionali che seguano l’evoluzione dei vari fattori che possono incidere sul fenomeno mobilità urbana nel progressivo allentamento delle misure di lockdown.

Scenario Uno, bassa criticità.                                                                                                          Poche attività economiche aperte, smart working a massimo regime, scuole ancora chiuse, turismo assente.

Scenario Due, media criticità.
Molte attività riaperte, smart working a medio regime, scuole ancora chiuse, turismo pressoché assente.
Scenario Tre, massima criticità.
Attività generalmente riaperte, smart working a basso regime, scuole aperte, turismo attivo.
– SCENARIO UNO, BASSA CRITICITA’ (in corso alla data dell’articolo).
      E’ quello immediatamente successivo al periodo peggiore della pandemia, i dati consentono un moderato allentamento delle misure di contenimento del contagio.
      Alcune attività produttive e commerciali possono cominciare a riavviarsi, la maggioranza dei lavoratori in smart working continuano a lavorare da casa.
      Le scuole continuano a restare chiuse e le città non sono ancora aperte al turismo.
      Il traffico risente in maniera trascurabile delle nuove disposizioni, il parco veicoli privati circolante, seppure leggermente in aumento, è ancora molto al di sotto della media pre pandemia.
      Le  condizioni di sicurezza stradale beneficiano solo dell’aspetto quantitativo mentre sotto il profilo qualitativo registrano ripercussioni non trascurabili in quanto i comportamenti di guida tendono mediamente a peggiorare
      Al permanere di questa situazione non sembrano necessari particolari interventi sulla mobilità se non l’adeguata attività di prevenzione sulla violenza stradale e una importantissima e urgente attività di programmazione in vista delle preoccupanti fasi successive.
– SCENARIO DUE, MEDIA CRITICITA’.
      L’emergenza sanitaria globale, con la conferma di dati positivi, si è molto ridotta anche se il livello di guardia resta ancora alto con relative norme di prevenzione. Scuole e flussi turistici sono ancora prudentemente sospesi.
      Le attività e i servizi sono quasi tutti ripresi, compatibilmente con le norme sanitarie, cominciano a muoversi di nuovo anche molti di coloro che durante l’emergenza operavano stabilmente da remoto.
      Con l’incremento sensibile di domanda di mobilità il trasporto collettivo entra in crisi.
      Il distanziamento sociale, ancora necessario, complica drammaticamente l’utilizzo dei mezzi pubblici.
      Si attuano drammatici contingentamenti agli ingressi delle stazioni ferroviarie e metropolitane. Autobus e tram lasciano a terra molti utenti a causa della capacità di carico notevolmente ridotta.
Tanti utenti si ritrovano ad attendere per tempi molto dilatati che arrivi un mezzo finalmente disponibile.
      Alla massa di viaggiatori che già abitualmente si spostano in automobile ora si aggiungono coloro che temono i pericoli sanitari dell’uso promiscuo del mezzo pubblico e anche chi vorrebbe usarlo ma viene respinto dai nuovi ostacoli all’accesso a tram, bus, metro e treni.
      Le modalità alternative all’auto privata, come piedi, bici e monopattini, continuano ad essere disincentivate dal modello comportamentale generale di guida che rappresenta per queste, da sempre, il principale pericolo, serio e costante.
     Se non vengono attuate in modo tempestivo misure preventivamente e adeguatamente programmate la situazione per la mobilità cittadina può raggiungere livelli di congestione insostenibili.
–  SCENARIO TRE, MASSIMA CRITICITA’.
      Se al carico di traffico configurato nello Scenario Due si dovessero aggiungere anche le utenze scolastiche e gli spostamenti turistici senza efficaci soluzioni per assorbire e riconvertire in modo sostenibile l’ulteriore domanda di mobilità si può rischiare il collasso del sistema.
SOLUZIONI POSSIBILI
     Visto che sui tempi di uscita dal rischio contagio, che porta con se’ le nefaste conseguenze sul sistema trasporto pubblico, non abbiamo contezza e non possiamo intervenire, non ci resta che provare a pianificare azioni tendenti a ridurre la corsa all’utilizzo insostenibile e rovinoso del mezzo privato.
     Diverse sono le linee di intervento possibile, non necessariamente distinte e separate, che intervengono su domanda e offerta di mobilità.
– Trasporto pubblico
– Mobilità attiva leggera
– Prevenzione stradale
– Attività da remoto.
INTERVENTI SUL TRASPORTO PUBBLICO
      Possiamo operare per rendere il Tpl più efficiente e competitivo rispetto al mezzo privato anche nell’ipotesi di accresciute difficoltà verso l’uso dei mezzi pubblici.

      Il carattere di urgenza degli interventi può giustificare la creazione rapida di percorsi “temporanei” da dedicare specificamente al trasporto pubblico e alla mobilità attiva operando una opportuna redistribuzione degli spazi viari a favore delle modalità sostenibili.

Spazi

      Si tratta di corridoi appunto riservati che dovrebbero insistere soprattutto sulla viabilità principale, quella su cui si spostano considerevoli masse di individui verso e da i grandi centri attrattori, in genere direttrici già servite da linee di servizio pubblico.
      Dove non esistano corsie riservate per il trasporto pubblico bisogna dunque approntarle con dimensioni che ne consentano l’uso in promiscuo anche alle bici e alla micromobilità elettrica se non già presenti percorsi a questi dedicati.
      Dove già esistano riservate bus si può ampliare la disciplina di utilizzo anche alle categorie leggere appena citate con adeguamento della sezione minima, come previsto ad esempio dal Regolamento Viario di Roma, nella misura di 5 metri.
      Il modello di attuazione preferibile consiste in una corsia di dimensioni minime come previste dalla norma, dedicata al mezzo privato sulla sinistra carreggiata  e il restante spazio dedicato in riservata alla mobilità attiva, pubblica e leggera, sulla destra.
      Per restare sul target Roma Capitale è necessario integrare una valida rete di corridoi sia radiali che di raccordo tangenziale tra queste direttrici concentriche.
      La realizzazione dei percorsi separati dovrebbe avvenire preferibilmente con strutture fisiche, sebbene mobili. Qualora fosse presente spazio di parcheggio per gli autoveicoli sulla mano destra si potrebbe utilizzare la sola segnaletica.
ESEMPI:
– Duplicazione in superficie delle linee di Metropolitana tramite navette in corsia separata.
– Adeguamento di Via Appia che presenta per chilometri, dal Gra fino ai quartieri più centrali, tre corsie e sezione idonea.
RISULTATI ATTESI
      La creazione di una siffatta rete estesa e razionale di corridoi liberi dal traffico privato consente una diminuzione dei tempi di percorrenza e l’aumento delle corse disponibili renderendo così più competitivo ed efficiente il tpl e contenendo l’esodo dell’utenza verso l’uso dell’automobile.
      La contestuale riduzione degli spazi a disposizione del mezzo privato contribuisce inoltre a disincentivarne l’uso.
      La realizzazione di questa soluzione è consigliabile entro e non oltre la fase dello Scenario Due in quanto di difficile attuazione in fase critica più acuta.
MOBILITA’ ATTIVA LEGGERA
      Qualora gli spazi stradali non fossero sufficienti a creare corridoi in promiscuo tra mobilità attiva pubblica (trasporto pubblico) e leggera (bici e micromobilità) come prima descritto, è auspicabile prevedere corsie riservate per bici e micromobilità elettrica, con lo stesso principio di urgenza e temporaneità, delle dimensioni di almeno 2 metri di sezione per senso di marcia.  Anche in questo caso è preferibile la separazione fisica con strutture mobili o con la linea di parcheggio traslata dal bordo strada (vedi Ciclotuscolana).
      Auspicabile e importante dedicare strade locali o anche di categoria maggiore solitamente aperte al traffico al solo uso ciclopedonale soprattutto qualora possano svolgere fondamentale funzione di collegamento tra assi e percorsi preesistenti.
ESEMPIO Carreggiata nord di via Labicana – Manzoni da riservare a bici, micromobilità e pedoni.
PREVENZIONE STRADALE
      L’efficace e larga diffusione delle modalità ciclabile, pedonale e micromobilità elettrica sono imprescindibili da un contesto urbano favorevole e amico, sicuramente un ambiente non pericoloso e ostile come l’attuale realtà stradale.
      In genere sarebbe sufficiente un traffico moderato, rispettoso e civile, in una parola sicuro, per favorire e promuovere automaticamente la mobilità leggera, senza che siano necessarie altre infrastrutture e realizzazioni.
ITALIA APRILE scritta 2020 copia
      La realtà purtroppo dimostra che in assenza di adeguata cultura stradale sono richieste quelle strutture di separazione così come previste nei punti precedenti.
      E troppo spesso neanche le apposite infrastrutture riescono a garantire l’assoluta incolumità rispetto alla minaccia motoristica.
      Risulta quindi di fondamentale importanza agire con tutte le opzioni disponibili per rimuovere il principale ostacolo alle più valide e sostenibili modalità di spostamento che potrebbero contribuire considerevolmente ad assorbire e neutralizzare la disastrosa riconversione degli utenti del trasporto pubblico verso quello privato.
ATTIVITA’ DA REMOTO
      Se da una parte sono auspicabili interventi mirati a incentivare l’offerta sostenibile di mobilità è altresì importante individuare dove e come agire per ridurre la domanda di spostamenti.
       La segnante esperienza del corona virus, tra tanti drammi, ci ha consegnato dei fenomeni sociali che hanno subito uno straordinario impulso dalla improvvisa situazione di necessità: il lavoro agile e l’insegnamento a distanza.
      Da tempo lo smart working era invocato da più parti come una delle soluzioni per abbattere la quota di spostamenti urbani legati al lavoro, quello che non erano riusciti a fare razionalità e buon senso lo ha imposto l’emergenza sanitaria.
      Anche le scuole si sono trovate a sperimentare forzatamente una modalità educativa assolutamente al di fuori dai canoni tradizionali, con esiti e pareri controversi.
      Di certo risulta desiderabile, nell’interesse di una città vivibile e con meno traffico, ridurre i movimenti di lavoratori e studenti in tutti quei casi dove questo non pregiudichi qualità e quantità di beni e servizi offerti per i primi e risultato formativo per gli altri.
      Ogni amministrazione locale dovrebbe quindi, come minimo, incentivare l’attività di lavoro agile tra i suoi dipendenti.
PER CONCLUDERE:
QUALE SCENARIO QUATTRO?
Partendo dal presupposto che le soluzioni “temporanee” che si dimostrano vincenti tendono a trasformarsi in definitive, mentre la mancanza o l’inadeguatezza di interventi appropriati possono cristallizzare situazioni drammatiche e difficilmente risolvibili, il superamento, ci auguriamo rapido e definitivo, del rischio Covid 19 potrebbe configurare in modo permanente  due scenari finali di mobilità urbana diversi, anche completamente opposti.
Molto, se non tutto, dipenderà da come e quando saremo stati capaci di intervenire.
Questo potrà segnare la differenza tra il disastro, anche ecologico, delle nostre città e un ecosistema urbano sano, accogliente e vivibile. 
Alfredo Giordani
Rete #Vivinstrada

LA TUA PAURA

 

Sei preoccupato, allarmato, terrorizzato. Perchè?

       Sì, ok virus, epidemia, pandemia, siamo d’accordo, orribile, ma la cosa peggiore che ti può succedere in questa situazione qual è? Morire?
Sí, penso che più di ammalarti e morire non ti può accadere.
       Allora il tuo panico è dovuto a questa paura, la più ancestrale e diffusa: soffrire e morire. Minaccia che riguarda non solo te ma che coinvolge, direttamente e indirettamente, anche i tuo cari, pure per questo insopportabile.
CORONAVIRUS PAURA
        Probabilmente non ti era mai successo di viverla, o almeno di provarla cosí intensamente e da vicino come in questi giorni. E si vede. Non è un bello spettacolo notare certe reazioni inconsulte, vederti sbraitare e inveire per ogni pretesto o contro il diverso, la minoranza di turno, facendo il forte coi deboli, classico, tra l’altro, di chi è debole coi forti.  Contro quelli che “potrebbero”, è sufficiente il condizionale, metterti in pericolo, vanificare i tuoi immani sacrifici, come stare ore sul divano, solo perché pretendono di esercitare diritti formalmente riconosciuti ma ritenuti da te superflui.
        Mi fai tenerezza, mi riporti indietro di tanti, tanti anni. Quando era toccato a me scoprire questa emozione forte, una morsa gelida allo stomaco, guardando dritto negli occhi e da minima distanza la Signora vestita di nero. Erano le prime volte che mi avventuravo sulla strada non protetto dalla blindatura di un autoveicolo. E mi succede sempre, ancora oggi come allora, quando pedalo o cammino accanto alla minaccia motorizzata, l’arma impropria che ha fatto e continua a fare più vittime nella storia dell’umanità.
       Fortunatamente, col tempo, si impara a convivere con questa paura, non che si avverta di meno o faccia meno male alla psiche e quindi anche al corpo, semplicemente si acquisiscono gli “anticorpi” per gestirla adeguatamente. Anche se vedere che altri, intorno a te, simili a te, restano continuamente sull’asfalto non aiuta molto.
AUTOI ARTICOLO PAURA
       Ma pensa, stranezze della vita, che “grazie” a questa consapevolezza dell’alto grado di rischio del traffico mi è accaduto qualcosa che mai e poi mai avrei pensato potesse succederemi. Dopo circa venti anni di panico, letterale, da viaggio aereo, l’ultimo effettuato nel 1993, sono tornato recentemente a fare diversi voli in Italia ed Europa, con immenso stupore della mia famiglia che proprio non riusciva a crederci.
       Ho percorso un processo cognitivo in cui confrontavo analiticamente e razionalmente i rischi stradali, enormi, con quelli aerei, molto, molto inferiori, come da statistiche e valutazioni scientifiche ma anche soggettive. Ne emergeva una profonda mancanza di coerenza nell’affrontare quotidianamente i primi ed evitare gli altri costringendo soprattutto chi vive con me a rinunciare alle opportunità di viaggio offerte dal volo. Per inciso, resta fermo che volare va evitato come la peste per le gravi implicazioni ecologiche che comporta.
       Tornando alla situazione odierna, grave, gravissima, un incubo in cui siamo tutti precipitati e da cui ancora non si vede via di uscita ben definita, posso dirti che, anche qui, convivere costantemente col rischio massimo, quello della vita, mi ha consentito con la dovuta freddezza e raziocinio di studiare e capire al meglio, per quanto possibile, i termini reali della situazione e valutarne oggettivamente rischi e contromisure, evitando di cadere in stravolgimenti emotivi che in genere non sono solo sterili ma anche pesantemente dannosi.
       Per la verità non dovrebbe risultare necessario essere “forgiati” da simili anomalie sociali, come le attività “estreme” stradali, per riuscire ad affrontare civilmente e in modo appropriato eventi drammatici come quello pandemico attuale.
Esiste un istituto sociale obbligatorio, l’insegnamento scolastico, che per lunghi anni dovrebbe formarci adeguatamente a usare al meglio, analiticamente e criticamente, le profonde capacità cognitive umane di cui disponiamo. Se l’istruzione si riduce a puro nozionismo abbiamo fallito, eppure abbiamo una categoria di educatori di altissimo valore, che comunque nulla può contro le persistenti raffiche di messaggi mediocri e abbrutenti da parte di media, società e poteri economici.
       La storia, la filosofia, la letteratura ci hanno ampiamente insegnato che non dobbiamo mai consentire a niente e nessuno di calpestare quello che forse rimane il più alto valore che ancora ci resta da difendere, la dignità umana. Non dobbiamo permetterlo neanche a un’amica che è utile fino a quando ci aiuta a percepire i pericoli ma che ci annichilisce se non riusciamo a gestirla e ci lasciamo sopraffare.
Sì, la paura.
Alfredo Giordani
Rete #Vivinstrada

LA PAURA E LA RAGIONE. Tra il virus e la guida.

      Come ci comportiamo di fronte a un grave pericolo, una situazione molto critica, che può mettere a rischio la nostra vita e quella dei nostri cari oltre che di molti individui della nostra collettività?
Chi si occupa in modo approfondito del fenomeno della violenza stradale non può non aver accuratamente analizzato questo specifico aspetto di economia comportamentale.
 
      L’emergenza corona virus ci ha messo di fronte ad alcune dinamiche cognitive riguardanti la comprensione, la percezione di un certo rischio sociale e le conseguenti reazioni ad esso, spesso anche differenti da persona a persona.
alfredo metro bandanda
      In Italia l’allarme contagio è partito in modo blando, poi, man mano che i numeri dell’epidemia crescevano, misure di contenimento e consapevolezza della gravità del fenomeno si sono via via intrecciate in una spirale crescente fino a portare al blocco generale di ogni attività non essenziale. Oppure non nociva.  
      E su questa ultima differenza tra attività non indispensabili e non dannose si sono creati due blocchi contrapposti di “scuole di pensiero”.
      Da una parte i sostenitori del coprifuoco assoluto, riuniti sotto lo slogan governativo #IoRestoACasa, e dall’altra i difensori del diritto di muoversi anche solo per una passeggiata o per “sport e attività motoria”, a piedi o in bici, come peraltro esplicitamente previsto e consentito dal decreto Conte. 
      Il paradosso, inoltre, consiste nel fatto che ambedue le “fazioni” abbiano ragione, sia chi decide di restare stabilmente nella propria abitazione sia chi vuole muoversi all’aperto nel rispetto delle disposizioni vigenti. Il conflitto si accende però quando i primi esigono che il loro comportamento sia imposto anche agli altri, accusati di essere “fuorilegge”, irresponsabili e pericolosi potenziali diffusori di contagio.
      Questi ultimi, naturalmente, non riescono a comprendere e accettare simili accuse in quanto ritenute totalmente infondate e basate su una interpretazione per lo meno superficiale se non largamente distorta della situazione contingente.
      Se facciamo un parallelismo con il fenomeno stradale, per la strage motoristica le criticità relative all’opinione pubblica e istituzionale riguardano una grave sottostima dell’entità del pericolo o, qualora se ne percepisse la gravità, l‘incomprensione delle cause reali e quindi la conseguente inadeguatezza delle soluzioni basate su premesse infondate.
      Tornando all’emergenza virale in corso possiamo dire che si è raggiunta una buona consapevolezza generale sulla gravità della situazione mentre i due contrastanti approcci risolutivi sopra descritti evidenziano invece una notevole asimmetria conoscitiva del fenomeno patologico con una conseguente deriva comportamentale che risente, da parte di alcuni, più di fobia emotiva, ai confini con la psicosi, che di atteggiamenti razionali e mirati.

      Questo può accadere quando ci rifiutiamo di capire, ragionare, fare un piccolo sforzo mentale per comprendere situazioni e dinamiche non necessariamente complesse ma anche solo insolite o particolari.

      Entrano in gioco allora fenomeni come le euristiche, ovvero processi cognitivi sintetici di giudizio, che non richiedono valutazioni più approfondite e analitiche. In questo caso uno slogan, una formula verbale come “IoRestoACasa” racchiude tutto quello che devo sapere e fare, senza costringermi a pensare oltre.
      E’ molto triste prendere atto di quanto sia diventato faticoso e crei disagio provare a ragionare per capire meglio la realtà che ci circonda, rintanandoci nella nostra “comfort zone” delle regolette e dei luoghi comuni come, per la sicurezza stradale, indossare la cinta, il casco, non usare il cellulare, la bici è pericolosa, il pedone si getta sulle strisce, etc, senza scendere nel profondo delle varie leve che muovono le azioni umane alla guida.
      E provoca ancora più amarezza e sconforto notare che l’approccio consapevole e scientifico ai fenomeni patologici sociali venga visto come inopportuno o addirittura pericoloso da chi si ferma alla superficie delle questioni.
      Per non parlare poi delle istituzioni quando si appiattiscono su queste stesse posizioni all’insegna dell’approssimazione.
Alfredo Giordani
Rete #Vivinstrada

Testo decreto 9 marzo 2020 che riporta il dispositivo:

" ...lo sport e le attivita' motorie svolti  all'aperto  sono
ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile  consentire  il
rispetto della distanza interpersonale di un metro;»

Mobilitazione nazionale dei Cittadini Della Strada

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#RISPETTIAMOCINSTRADA

Roma, 23 febbraio 2020, ore 11,00, Colosseo – Fori Imperiali

PROGRAMMA

  • ORE 11 inizio ritrovo in via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo. Video e foto con striscioni, cartelli, maschere, bandiere per la prevenzione e contro la violenza stradale.
    Esibizione del campione di Bike Trial Diego Crescenzi. DIEGO CRESCENZI

 

  • ORE 12.00 circa spostamento lungo via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Corso verso largo Chigi per esibizione gruppo Soul Singers presso la galleria Sordi.
  • SOUL SINGERS
  • ORE 13.30 termine evento

CorteoCorso

CorteoVenezia

 

Questo il testo dell’appello inviato al Presidente Sergio Mattarella il giorno 11 gennaio 2020:

Continua a leggere “Mobilitazione nazionale dei Cittadini Della Strada”

VERSO IL LIMITATORE DI VELOCITA’ OBBLIGATORIO (I.S.A.)

ORA TOCCA A NOI!

Costituito il comitato promotore della campagna a sostegno dell‘Intelligent Speed Adaptation, il dispositivo telematico che impedisce automaticamente di superare i limiti di velocità alla guida.

Rete Vivinstrada,  Fondazione Luigi GuccioneFondazione Michele Scarponi,   AIFVS,  A. D. P.  Marco Pietrobono Onlus, Bikeitalia.itSULPL Roma, LegambienteLegambici  Salvaiciclisti Roma e   Associazione Motociclisti Vittime della Strada

DICONO BASTA

agli eccessi di velocità e alla violenza stradale.

 

campagna isa comitato promotore - 12

FIRMA LA PETIZIONE

Ricordiamo i numeri della violenza e della strage stradale in Italia (3.378 morti e 17.000
feriti gravi), in Europa (25.300 morti e 135.000 feriti gravi) e nel mondo (1.350.000).
Non solo le utenze vulnerabili (pedoni, ciclisti, disabili, bambini anziani) pagano un prezzo alto ad un sistema di mobilità violento e costoso ma anche gli stessi automobilisti e motociclisti.

Nel 2017 – oltre a 40 bambini uccisi, 600 pedoni e 274 ciclisti – 1.464 automobilisti e 735 motociclisti sono rimasti uccisi.
Questo tributo, che vede la velocità come causa principale di sinistri stradali ed elemento
che ne determina la gravità, non è inevitabile: in particolare, semplicemente connettendo i sistemi di navigazione satellitare e l’apparato elettronico di controllo del motore, cioè due dispositivi ormai installati su tutti i nuovi veicoli, è possibile fare in modo che l’automobile rispetti automaticamente i limiti di velocità in vigore sulle strade.
Questo dispositivo esiste da tempo e si chiama ISA (Intelligent Speed Adaptation): esso è
stato a più riprese e positivamente valutato in diversi studi e ricerche internazionali, ma la sua introduzione, per quanto sempre raccomandata, si è scontrata sino a oggi con una
mai esplicitata e motivata ma evidentemente ben efficace opposizione.
Anche l’ETSC (European Transport Safety Council) lo promuove come una soluzione
importante per ridurre la mortalità e la lesività degli scontri stradali.
La Campagna per l’introduzione del dispositivo ISA è veicolata in tutti i Paesi dell’Unione
Europea e fatta conoscere al resto del mondo perché possano svilupparla in tutti i Paesi
aderenti all’ONU.
I destinatari della petizione sono:
Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano
Giuseppe Conte, la Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Maria Elisabetta
Alberti Casellati, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Junker, il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Manuel de Oliveira Guterres, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

 Compito del comitato promotore sarà sensibilizzare Governo, Ministero competente, Parlamento e, attraverso questi, le istituzioni internazionali, al fine di avviare al più presto il percorso per rendere obbligatorio l’utilizzo del limitatore di velocità automatico a controllo satellitare (ISA).

Invitiamo associazioni e cittadini ad aderire a questa campagna di civiltà per la pacifica condivisione delle strade.

SI POSSONO COMUNICARE LE ADESIONI ALL’INDIRIZZO EMAIL

vivinstrada@outlook.it

 O NEI COMMENTI AL PRESENTE ARTICOLO.

 Al più presto verranno comunicate le iniziative a sostegno della campagna per #ISA.

Grazie della collaborazione.

 

Le adesioni sono in fondo all’articolo.

Continua a leggere “VERSO IL LIMITATORE DI VELOCITA’ OBBLIGATORIO (I.S.A.)”

CHI GUIDA LA TUA AUTO.

A CONTROLLARE IL VOLANTE E’ LA TUA PARTE RAZIONALE O QUELLA EMOTIVA?

LINK  VIDEO 1 DEL WORKSHOP:  PRIMA PARTE

LINK VIDEO 2 DEL WORKSHOP: SECONDA PARTE

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LUNEDI’ 26 NOVEMBRE 2018 SI TERRA’ LA SECONDA PARTE DEL WORKSHOP SU CULTURA E PREVENZIONE STRADALE DELLA CONSULTA CITTADINA DELLA SICUREZZA STRADALE, MOBILITA’ DOLCE E SOSTENIBILITA’ DI ROMA PER TRATTARE IL TEMA DEL DIFFICILE RAPPORTO TRA FATTORE UMANO E GUIDA.

ROMA, 26.11.2018, ORE 16.30, (termine previsto ore 18.30) SALA EVENTI PIANO TERRA DIPARTIMENTO MOBILITA’ E TRASPORTI DI ROMA CAPITALE, VIA CAPITAN BAVASTRO, 94.

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ILLUSTRAZIONE E COMMENTO DEI FENOMENI COGNITIVI ENDOGENI E ACQUISITI CHE OSTACOLANO, LIMITANO E CONTRASTANO L’ATTIVITA’ DI GUIDA RAZIONALE.

  • ATTENZIONE SELETTIVA
  • FENOMENO DEL PILOTA AUTOMATICO
  • BYE BYE SYNDROME
  • VALUTAZIONE SITUAZIONALE E PERCEZIONE DEL RISCHIO
  • LOCUS OF CONTROL
  • COMPENSAZIONE PSICOLOGICA DEL RISCHIO
  • PARADOSSO DEL GIOVANE GUIDATORE
  • ANSIA STRADALE
  • DISTORSIONE ATTRIBUZIONALE E RAZIONALIZZAZIONE PSICOLOGICA
  • DEINDIVIDUAZIONE, DEPERSONALIZZAZIONE, DEUMANIZZAZIONE
  • RESISTENZA AL CAMBIAMENTO
  • IL MITO DELLA VELOCITA’                                                                                                                     43

Continua a leggere “CHI GUIDA LA TUA AUTO.”

WHICH AUTOMOBILE?

This article isn’t about the type of car we should buy according to our financial situation or that best suits our needs as individual or as a family,

whereas, the following article aims to analyse the element that always has been, and still represents, in most societies, the core of the general mobility model, which, from many decades now, heavily shapes our entire lives and environment, especially within the urban area.

Technology is offering several types of innovative automobiles, which bet on the ecological factor (electric cars), and on safety (driver assisted or driverless cars), presenting them as “resolvent models” in the field of sustainability.

EV for blog VIS

Although, is it reasonable to consider the electric engine totally clean and perfectly integrated into the perspective of a liveable city? Is it sufficient to provide the car with some kind of braking device or with autonomous driving itself, to allocate the automobile as a “smart and safe vehicle”?

Continua a leggere “WHICH AUTOMOBILE?”

LA MOBILITA’ URBANA, DAL MODELLO PERDENTE A QUELLO VINCENTE E SICURO. PER TUTTI. Sicurezza nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro. (da quaderni Ispra 16 – 2017, pag. 50)

Di A. Giordani, coordinatore Rete VIVINSTRADA (44)

Link al documento Ispra

ISPRA QUADERNI ARTICOLO GIORDANI
Siamo ormai generalmente consapevoli che, a Roma, come anche diffusamente in Italia, l’uso abnorme di automobili sia la causa di gravi criticità sociali come congestione e invivibilità, inquinamento atmosferico e acustico e sinistri stradali troppo spesso mortali.
Di questa mole di spostamenti la componente casa-lavoro e casa-scuola rappresenta una parte molto consistente. Come stimato da ISFORT il 31,3% degli spostamenti nel 2016 della mobilità urbana avviene per motivi di studio e di lavoro. (45)

 

Continua a leggere “LA MOBILITA’ URBANA, DAL MODELLO PERDENTE A QUELLO VINCENTE E SICURO. PER TUTTI. Sicurezza nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro. (da quaderni Ispra 16 – 2017, pag. 50)”

PREVENZIONE STRADALE: UN DECALOGO – PRONTUARIO DI SOLUZIONI VERAMENTE EFFICACI. E FALSI MITI.

Come più volte riportato negli articoli di questo blog, la sicurezza stradale annaspa da decenni in un mare di approssimazione, improvvisazione e incompetenza dimostrati platealmente soprattutto dalla incapacità di saper individuare e perseguire le soluzioni idonee (PRIMARIE) a dare svolte significative al fenomeno, preferendo invece intraprendere azioni (COMPLEMENTARI) ispirate a luoghi comuni e stereotipi diffusi da chi la materia non l’ha mai saputa comprendere o addirittura da chi aveva interesse nel fallimento dell’attività preventiva.

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A beneficio di chi abbia veramente intenzione di porre un argine alla strage stradale proponiamo un quadro di interventi prioritari la cui caratteristica è sia quella di funzionare al meglio se attuati a sistema sia quella di portare immediati e significativi benefici anche se attuati singolarmente.

Ogni soluzione riporta anche da quale delle tre colonne concettuali della scienza multidisciplinare della prevenzione stradale di rete #Vivinstrada attinge:

Continua a leggere “PREVENZIONE STRADALE: UN DECALOGO – PRONTUARIO DI SOLUZIONI VERAMENTE EFFICACI. E FALSI MITI.”

QUALE AUTOMOBILE?

Questo articolo non parla del modello di macchina che possiamo acquistare compatibilmente con le nostre condizioni economiche e le esigenze individuali o della nostra famiglia.

Ci preoccupiamo invece di analizzare l’elemento su cui è da sempre e tuttora impostato e incentrato, nella maggioranza delle società, il modello generale di mobilità che da molti decenni condiziona pesantemente le nostre esistenze e l’ambiente, soprattutto in ambito urbano.

Continua a leggere “QUALE AUTOMOBILE?”