INCONTRO ASSESSORE MOBILITA’ DI ROMA, STEFANO ESPOSITO – RETE #VIVINSTRADA DELL’8/9/2015

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Si è tenuto in data 8/9/2015, in Roma, presso gli uffici dell’assessorato alla Mobilità di via Capitan Bavastro, l’incontro richiesto da rete #Vivinstrada con l’assessore Stefano Esposito per trattare il tema della sicurezza stradale. Senza troppe formalità i rappresentanti della rete hanno illustrato l’urgente necessita di provvedere a contrastare la violenza che imperversa sulle strade della Capitale (80/90 incidenti al giorno, fino a 15 morti in 14 giorni) attraverso gli strumenti di moderazione e riduzione del traffico da pianificare ed attuare in una sede operativa, che sia la Consulta della Sicurezza Stradale o uno strumento analogo, costituita dai soggetti e le realtà associative competenti in materia.

   Fondamentale anche il contributo della campagna di comunicazione che deve sostenere e promuovere il cambiamento culturale dell’utenza stradale, operazione già prevista dall’Amministrazione nella figura del presidente e AD di Roma Servizi per la Mobilità, Carlo Maria Medaglia, nei primi incontri di dicembre 2014.

   Dopo aver sottolineato la pressante emergenza costituita dalla grave situazione del trasporto pubblico romano, che assorbe buona parte del suo impegno istituzionale, l’assessore ha affermato di riconoscere la priorità del problema ma di non avere il pieno governo degli strumenti necessari ad attuare gli interventi. Ha inoltre sottolineato le difficoltà operative dovute ai vincoli di bilancio che condizionano fortemente ogni azione dell’Amministrazione.

   In merito ai problemi di governo della sicurezza stradale,  Esposito si è riferito in particolare alla scarsa disponibilità del corpo di Polizia di Roma Capitale nell’operare sul territorio,  atteggiamento che pregiudica l’attività di presidio degli attraversamenti pedonali e il controllo della velocità come richiesto prioritariamente da #Vivinstrada. Ha registrato anche forti resistenze alla creazione di un gruppo di vigili alle dirette dipendenze dell’assessorato, come esisteva una volta, e che consentirebbe interventi mirati e decisivi. Nonostante questo è intenzionato a proseguire la sua opera tesa a coinvolgere sia  gli altri organi amministrativi competenti che  le rappresentanze sindacali per raggiungere la piena operatività degli agenti del corpo dei Vigili Urbani nella direzione più utile alla sicurezza stradale.

  L’assessore ha denunciato l’inadeguatezza dei mezzi a disposizione per la rimozione delle auto in sosta vietata, le difficoltà burocratiche e giuridiche nell’installazione dei misuratori di velocità media (Tutor) a livello urbano. Ha definito pericolose e inattuabili le bike lanes,  scatenando la reazione dei partecipanti all’incontro, in quanto le corsie ciclabili leggere delineate su sede stradale e in promiscuo con gli altri mezzi sono ormai generalmente ritenute di ordinario buon senso, buon grado di sicurezza e a basso costo.  Pollice verso anche per il progetto del Grab, l’anello di 44 km  di percorsi  ciclabili intorno al centro città. Qualche possibilità per piste ciclabili protette ma senza veri impegni.
   Ancora chiusura sugli attraversamenti pedonali  rialzati, le strisce pedonali sollevate rispetto al piano stradale per rallentare la velocità delle auto, non previsti attualmente nei piani di viabilità comunali.
   Difficile anche l’opera di disincentivo all’uso del mezzo privato, come in genere ogni intervento per cui sia necessario un impegno che vada oltre l’immediato.
   Piccola apertura sulla tecnica del road diet, il “dimagrimento” della larghezza delle corsie per rendere più difficile il raggiungimento di velocità elevate, l’introduzione dei semafori a sensori di velocità e una migliore manutenzione delle strisce pedonali.
Esposito si è dichiarato favorevole alla realizzazione di alcune zone a velocità massima 30 kmh,   concordando sulla  necessità di fornirle di opportuna strutturazione. Da valutare la messa in sicurezza di alcuni percorsi specifici, ad esempio Termini, S. Maria Maggiore, Colombo. C’è stato anche un riferimento al corridoio ciclabile bidirezionale sulla Tuscolana protetto dalla fila di sosta a nastro.  Esposito comunque, anche per tutto questo, ha preso l’impegno di provvedere a realizzare una sede tecnica, uno strumento operativo dove istituzioni e associazioni di cittadini pianificano gli interventi più urgenti e fattibili.
   Rete #Vivinstrada ha mostrato disapprovazione per la mancanza di volontà e coraggio di fondo nell’affrontare una situazione delicata e tragica come quella del conflitto stradale,  che necessita di misure decise, di svolta convinta rispetto all’attuale colpevole assenza e inerzia delle istituzioni. La rete di associazioni  ha inoltre tenuto a sottolineare  come la sicurezza stradale sia uno dei pochi fenomeni di alta criticità sociale che si autofinanziano, come prevede e consente l’art. 208 del CdS, attualmente disatteso.
     Accoglie, quindi, come minimo sindacale, l’impegno del “tavolo tecnico operativo” per iniziative mirate ed urgenti ai fini del miglioramento della sicurezza di tutti gli utenti della strada, strumento di cui auspica una rapida convocazione.
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PRENDI, PRENDI E PRENDI, STRADA CATTIVA!!!

bambino-che-piangeSiamo costretti ad ascoltare  florilegi di immaginifiche espressioni per descrivere le cause dei sempre più frequenti e gravi sinistri stradali.
“Auto impazzita”, “strada killer”, “pino assassino” e via dicendo.

Gli utilizzatori di simili definizioni e i sostenitori delle tesi che queste esprimono sono affetti (deve essere per forza così, non ci sono altre spiegazioni) da particolari sindromi sviluppate dalla primissima infanzia. Chi, ancora piccolissimo, non è mai scoppiato in lacrime urtando dolorosamente uno spigolo o cadendo rovinosamente sui ginocchi in mezzo alla via? E il premuroso genitore, o amorevole parente, accorreva con: “Nooo! Dai su piccolin*!  Fatta tanta bua? Cattivo mobilaccio, brutta stradaccia. Facciamo tottó a mobile/strada e passa bua eh? Tiè , prendi strada! Prendi questo, strada brutta e cattiva che ha fatto male al mio tesoro!”.
Poi una parte di quei bambini è cresciuta responsabilmente e civilmente. Gli altri danno ancora la colpa alla strada.

Per riferimenti e conferme:

http://fiorillo.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/09/01/omicidi-stradali-e-informazione-ubriaca/

http://www.rotafixa.it/2015/08/31/la-disparition/

http://www.rotafixa.it/2015/09/03/ancora-da-accertare-is-the-new-black/

https://www.facebook.com/groups/salvaiciclisti.roma/permalink/941106185927600/

GUERRA E PACE

Immaginate un mondo che abbia conosciuto sempre e solo la pace. E un mondo che invece abbia conosciuto sempre e solo la guerra. In entrambi questi casi parlare alle popolazioni di guerra o di pace non avrebbe senso. Per tutti la propria condizione sarebbe quella normale, naturale, che è sempre stata, è e, presumibilmente, sempre sarà. Una realtà, quindi, che non può essere definita con un termine che assume un senso solo in relazione al suo opposto. Soprattutto quando questo opposto esprime un significato sconosciuto.
Veniamo a noi.
Siamo nati e conviviamo da sempre con il conflitto stradale. Tutte le morti violente ci sconvolgono e ci indignano: omicidio a scopo di rapina o per raptus, caduta da un balcone o da un dirupo, morti sul lavoro, per attacco terroristico, ecc.      Quelle causate dalla violenza stradale no.
Sono ordinarie, quotidiane, scontate, ineluttabilmente legate e connesse ad un fenomeno altrettanto ordinario e ineluttabile come la mobilità stradale.
Non solo non siamo capaci di immaginare la pace sulle strade ma, conseguentemente, non siamo neanche in grado di porci come obbiettivo il rifiuto del conflitto. Rinunciamo infatti a riconoscere, contestare e contrastare i presupposti elementari su cui esso si fonda, dando assurdamente anche questi per irrinunciabili, necessari. Al contrario ci ostiniamo a illuderci di poter convivere con la guerra sulle strade, cerchiamo di contenerla, di ridurne gli effetti, che però risultano essere sempre tragicamente nefasti.
È qui che serve la svolta culturale, la scelta tanto netta quanto obbligata che può portare ai risultati desiderati.
Se è vero che l’unica guerra che si vince è quella che non si fa dobbiamo operare in modo che i veicoli tornino ad essere finalmente pacifici mezzi di trasporto disinnescando la carica esplosiva, leggi velocità, che li rende pericolose armi letali.
Gli interventi di sicurezza stradale che non hanno come obbiettivo la disattivazione del devastante potenziale d’urto che raggiungono gli autoveicoli e che troppo spesso scaricano sugli esseri viventi non sono solo inutili.
Le politiche che non perseguono direttamente o indirettamente lo smantellamento delle effettive cause del conflitto possono veicolare messaggi ambigui tra gli utenti della strada e persino tra le istituzioni complicando la già delicata e difficile opera di sicurezza stradale.

Associazioni che si riconoscono nella rete #Vivinstrada (http://www.vivinstrada.it) – aggiornato al 21 giugno 2015

Associazioni che si riconoscono nella rete #Vivinstrada (http://www.vivinstrada.it) – aggiornato al 18 luglio 2017:

– Associazione Roberto Cocco per la sicurezza stradale, http://www.robertococco.it

– Fondazione Maurizio Cianfanelli onlus, http://www.fondazionemauriziocianfanelli.org

– Marco Pietrobono onlus, http://marcopietrobono.com

– Fondazione Luigi Guccione Onlus, http://www.flg.it

– Konsumer,  http://www.konsumer.it/

– Acu,  http://www.associazioneacu.org/

– Lega Consumatori Lazio, http://www.legaconsumatorilazio.it

– Associazione romana vigili urbani in congedo (ARVUC), http://www.arvucroma.it/

– Animal Equality, http://www.animalequality.it

– Associazione Euromobility, http://test.euromobility.org

– Fiab Ruotalibera Roma, http://www.ruotalibera.org/simplog/home.php?blogid=1&hideblogtitle=1&limitmessage=10

– FederTrek, http://www.federtrek.org

– Associazione Gazebike, http://www.gazebike.it/?lang=it

– Associazione Diritti Pedoni, http://www.assopedoni.it/home/index.php

– Associazione Moby Bike onlus, http://www.mobybike.it

– Ciclo Lab ASD, https://ciclolab.wordpress.com/tag/asd/

– Associazione Guida Sicura Italia, http://guidasicuraitalia.it

–  Rete Mobilità Nuova,     http://www.mobilitanuova.it/manifesto-per-la-mobilita-nuova/

–  Mobilità Sostenibile Catania,   https://www.facebook.com/mobilitasostenibilecatania/

– CityRailways,  https://cityrailways.com/

– Associazione Sportiva Guida Sicura,  http://www.asgsitalia.it/

– Velolove, http://velolove.it/home/

– Movimento Strada alla Vita,  https://stradaallavita.wordpress.com/

– Associazione Le Tribune,  http://www.letribune.it/

– Associazione Salvaiciclisti Roma,  http://www.salvaiciclistiroma.it/

– Romanderground,  http://romanderground.blogspot.it/

– Associazione familiari e vittime della strada,   http://www.associazionevittimedellastrada.org/

– Zio Bici,  http://www.ziobici.it/#!/home

– APS Vivinstrada, vivinstrada.it

Perché, sulla problematica del Muro Torto, Roma Capitale non ha interpellato anche la Consulta sulla sicurezza stradale? / 21.06.2015

Perché, sulla problematica del Muro Torto, Roma Capitale non ha interpellato anche la Consulta sulla sicurezza stradale? / 21.06.2015

Le numerose associazioni che si riconoscono nella rete #Vivinstrada (https://goo.gl/GfVepo) hanno appreso,
con profondo stupore,
che l’Amministrazione di Roma Capitale,
per la messa in sicurezza del Muro Torto (http://goo.gl/wr1gSQ),
ha interpellato diversi soggetti,
IGNORANDO DEL TUTTO la Consulta Cittadina sulla Sicurezza Stradale,
l’organismo formalmente costituito e riconosciuto dall’Amministrazione stessa come titolare e competente per le attività di concertazione ed indirizzo sulle materie di sicurezza stradale della Capitale.

Rete #Vivinstrada denuncia, inoltre, che,
nella fattispecie, i lavori eseguiti non rispondono ai requisiti sufficienti di controllo e moderazione del traffico e che, quindi, gli interventi realizzati non eliminano o riducono la possibilità di porre in essere atteggiamenti di guida altamente pericolosi per sé e per gli altri utenti della strada.

Alfredo Giordani
Lorenzo Maria Sturlese
Rete #Vivinstrada

Guido Improta si vanta dell’istituzione della Consulta romana sulla sicurezza stradale!

Guido Improta si vanta dell’istituzione della Consulta romana sulla sicurezza stradale! / https://youtu.be/eXZRm-OlvaI

Guido IMPROTA, assessore alla Mobilità di Roma Capitale, intervenendo al convegno “La buona strada” (Palazzo Valentini, Roma, 22 giugno 2015):

“Rispetto a questo scenario, quest’Amministrazione ha adottato, dopo sedici anni, un nuovo piano generale del traffico, dove, evidentemente, è stata riservata grandissima attenzione al tema della sicurezza stradale, con l’obiettivo di rispettare l’impegno con l’Unione europea di dimezzare nel 2020 i morti sulle strade rispetto al 2012.

IN QUESTO STESSO QUADRO SI INSERISCE L’ISTITUZIONE DELLA CONSULTA CITTADINA SULLA SICUREZZA STRADALE…”

Coordinanento Roma Ciclabile / Comunicato stampa del 26 Giugno 2016

Coordinanento Roma Ciclabile / Comunicato stampa del 26 Giugno 2016

Ass. Blue & Green (fed. F.I.E.),
Ass. Consorzio Monte Bocca Leone,
A.D.P. Ass. Diritti Pedoni,
Biciebike,
CENSIS Centro Studi Investimenti Sociali,
ASD Circolando Idee in Movimento,
CAI Club Alpino Italiano Roma,
Comitato ciclabile nomentana subito!,
Conf. Naz. artigianato e piccola media impresa CNA Roma,
Coop. Articolo Uno,
Cycom FAO Staff,
CSI Centro Sportivo Italiano,
Dip. Ingegneria civile, edile, ambientale (DICEA) Univ. Di Roma “Sapienza”,
eAdessoPedala,
FCI Federazione Ciclistica Italiana Lazio,
FIAB Roma Naturamici,
FIAB Roma OstiainbiciXIII,
FIAB Roma Ruotalibera,
Movimento Pedalando Uniti x Roma Ciclabile,
ASD Gruppo Sport e Natura,
Insieme per l`Aniene,
Istituto Nazionale di Urbanistica INU Lazio,
Italia Nostra Lazio,
ISFORT Istituto Sup. di Formazione e Ricerca per i Trasporti,
Gruppo MTB Pedalando ASD,
APSSD Ricrea,
UISP Comitato di Roma,
UPTER Univ. Popolare dello Sport,
VediRomainbici,
WWF Lazio

Il Coordinamento Roma ciclabile aveva scommesso sul sindaco Marino per rendere Roma ciclabile. Purtroppo i fatti ci stanno smentendo. E non per carenza di risorse. Ma per incapacità o non volontà di chi avrebbe il compito di realizzare le cose previste nel programma stesso del sindaco. E il sindaco Marino purtroppo non vede o non intende intervenire. Due cose aveva promesso qualche mese fa, per tentare di superare i primi due anni di inattività: un vero ufficio biciclette e una cabina di regia, perché molte delle cose che servono sono di competenza di diversi dipartimenti, Proposte organizzative, adottate da tutte le città evolute, che non richiedono risorse finanziarie. Nessuna delle due cose è stata fatta.
Abbiamo messo a disposizione dell’amministrazione la nostra esperienza di associazioni, senza contropartite. Ma la nostra partecipazione in realtà si è tradotta finora in molta comunicazione istituzionale, scarso ascolto e pochissime occasioni di confronto. Le decisioni vengono prese altrove.
Il risultato è che Roma finora è ferma.
Non abbiamo più fiducia in questa amministrazione, per quanto riguarda il suo impegno a favore della ciclabilità urbana. Non ha dato prova di credibilità e per questo motivo, a meno che non cambi radicalmente e rapidamente, ci dichiariamo fuori da qualsiasi rapporto nei suoi confronti.
In appendice, ricordiamo i fatti. Delle bikelanes programmate, che si disegnano con la vernice sull’asfalto, con opere minime quindi, finora ci sono soltanto 700 metri su via Portuense, eredità di programmi della passata giunta. Marino ne aveva promesso molti km, nei primi 100 giorni da Sindaco. Le rastrelliere per le bici nelle scuole non ci sono ancora. Quelle che vediamo in giro sono quasi sempre per iniziativa di volontari o di operatori privati intelligenti. I nuovi programmi, ad esempio per il giubileo, lasciano immaginare opere che non servono ai romani ma ai turisti, ottimo obiettivo se i romani, che vanno in bicicletta nonostante tutto, fossero già protetti.
Si potrebbero fare ancora molti esempi concreti. Per il tunnel di s. bibiana è stato elaborato un progetto che, per dare spazio alle bici, toglie spazio ai pedoni più che alle auto. E comunque non è ancora realizzato. Il bikesharing è ancora fermo. La ciclabile Nomentana, progetto ormai di molti anni fa, è finanziata solo a metà e intanto è decaduto il finanziamento previsto dalla regione Lazio per il prolungamento della ciclabile del Tevere verso Fiumicino. Nella manutenzione straordinaria delle strade, dove è obbligo di prevedere almeno una corsia ciclabile, si continua a fare finta di niente. I lavori per la Tiburtina sono quasi finiti e niente per le bici. Quelli di viale XXI aprile sono finiti e niente per le bici. La lista si potrebbe di molto allungare.
Anche la consulta dei cittadini sulla sicurezza stradale è ferma da cinque mesi.
L’intero Piano Quadro della Ciclabilità, approvato nel 2012 dall’Assemblea Capitolina, pure ripreso e solennemente confermato dal Piano Generale del Traffico di recente approvazione, giace dimenticato (non da noi!) nei cassetti…

Protocollo d’intesa tra Roma Capitale, l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali, da una parte, e le Associazioni dei consumatori, dall’altra / sottoscritto in data 13 aprile 2015, acquisito in pari data al protocollo del Gabinetto del Sindaco al n. RA/26017

https://stradesicure.wordpress.com/2015/06/30/protocollo-dintesa-tra-roma-capitale-lagenzia-per-il-controllo-e-la-qualita-dei-servizi-pubblici-locali-da-una-parte-e-le-associazioni-dei-consumatori-dallaltra-sottoscritto-in-data-13-apr/