LA TUA PAURA

 

Sei preoccupato, allarmato, terrorizzato. Perchè?

       Sì, ok virus, epidemia, pandemia, siamo d’accordo, orribile, ma la cosa peggiore che ti può succedere in questa situazione qual è? Morire?
Sí, penso che più di ammalarti e morire non ti può accadere.
       Allora il tuo panico è dovuto a questa paura, la più ancestrale e diffusa: soffrire e morire. Minaccia che riguarda non solo te ma che coinvolge, direttamente e indirettamente, anche i tuo cari, pure per questo insopportabile.
CORONAVIRUS PAURA
        Probabilmente non ti era mai successo di viverla, o almeno di provarla cosí intensamente e da vicino come in questi giorni. E si vede. Non è un bello spettacolo notare certe reazioni inconsulte, vederti sbraitare e inveire per ogni pretesto o contro il diverso, la minoranza di turno, facendo il forte coi deboli, classico, tra l’altro, di chi è debole coi forti.  Contro quelli che “potrebbero”, è sufficiente il condizionale, metterti in pericolo, vanificare i tuoi immani sacrifici, come stare ore sul divano, solo perché pretendono di esercitare diritti formalmente riconosciuti ma ritenuti da te superflui.
        Mi fai tenerezza, mi riporti indietro di tanti, tanti anni. Quando era toccato a me scoprire questa emozione forte, una morsa gelida allo stomaco, guardando dritto negli occhi e da minima distanza la Signora vestita di nero. Erano le prime volte che mi avventuravo sulla strada non protetto dalla blindatura di un autoveicolo. E mi succede sempre, ancora oggi come allora, quando pedalo o cammino accanto alla minaccia motorizzata, l’arma impropria che ha fatto e continua a fare più vittime nella storia dell’umanità.
       Fortunatamente, col tempo, si impara a convivere con questa paura, non che si avverta di meno o faccia meno male alla psiche e quindi anche al corpo, semplicemente si acquisiscono gli “anticorpi” per gestirla adeguatamente. Anche se vedere che altri, intorno a te, simili a te, restano continuamente sull’asfalto non aiuta molto.
AUTOI ARTICOLO PAURA
       Ma pensa, stranezze della vita, che “grazie” a questa consapevolezza dell’alto grado di rischio del traffico mi è accaduto qualcosa che mai e poi mai avrei pensato potesse succederemi. Dopo circa venti anni di panico, letterale, da viaggio aereo, l’ultimo effettuato nel 1993, sono tornato recentemente a fare diversi voli in Italia ed Europa, con immenso stupore della mia famiglia che proprio non riusciva a crederci.
       Ho percorso un processo cognitivo in cui confrontavo analiticamente e razionalmente i rischi stradali, enormi, con quelli aerei, molto, molto inferiori, come da statistiche e valutazioni scientifiche ma anche soggettive. Ne emergeva una profonda mancanza di coerenza nell’affrontare quotidianamente i primi ed evitare gli altri costringendo soprattutto chi vive con me a rinunciare alle opportunità di viaggio offerte dal volo. Per inciso, resta fermo che volare va evitato come la peste per le gravi implicazioni ecologiche che comporta.
       Tornando alla situazione odierna, grave, gravissima, un incubo in cui siamo tutti precipitati e da cui ancora non si vede via di uscita ben definita, posso dirti che, anche qui, convivere costantemente col rischio massimo, quello della vita, mi ha consentito con la dovuta freddezza e raziocinio di studiare e capire al meglio, per quanto possibile, i termini reali della situazione e valutarne oggettivamente rischi e contromisure, evitando di cadere in stravolgimenti emotivi che in genere non sono solo sterili ma anche pesantemente dannosi.
       Per la verità non dovrebbe risultare necessario essere “forgiati” da simili anomalie sociali, come le attività “estreme” stradali, per riuscire ad affrontare civilmente e in modo appropriato eventi drammatici come quello pandemico attuale.
Esiste un istituto sociale obbligatorio, l’insegnamento scolastico, che per lunghi anni dovrebbe formarci adeguatamente a usare al meglio, analiticamente e criticamente, le profonde capacità cognitive umane di cui disponiamo. Se l’istruzione si riduce a puro nozionismo abbiamo fallito, eppure abbiamo una categoria di educatori di altissimo valore, che comunque nulla può contro le persistenti raffiche di messaggi mediocri e abbrutenti da parte di media, società e poteri economici.
       La storia, la filosofia, la letteratura ci hanno ampiamente insegnato che non dobbiamo mai consentire a niente e nessuno di calpestare quello che forse rimane il più alto valore che ancora ci resta da difendere, la dignità umana. Non dobbiamo permetterlo neanche a un’amica che è utile fino a quando ci aiuta a percepire i pericoli ma che ci annichilisce se non riusciamo a gestirla e ci lasciamo sopraffare.
Sì, la paura.
Alfredo Giordani
Rete #Vivinstrada

LA PAURA E LA RAGIONE. Tra il virus e la guida.

      Come ci comportiamo di fronte a un problema grave, una situazione molto critica, che può mettere a rischio la nostra vita e quella dei nostri cari oltre che di molti individui della nostra collettività?
Chi si occupa in modo approfondito del fenomeno della violenza stradale non può non aver accuratamente analizzato questo specifico aspetto di economia comportamentale.
 
      L’emergenza corona virus ci ha messo di fronte ad alcune dinamiche cognitive riguardanti la comprensione, la percezione di un certo rischio sociale e le conseguenti reazioni ad esso, spesso anche differenti da persona a persona.
alfredo metro bandanda
      In Italia l’allarme contagio è partito in modo blando, poi, man mano che i numeri dell’epidemia crescevano, misure di contenimento e consapevolezza della gravità del fenomeno si sono via via intrecciate in una spirale crescente fino a portare al blocco generale di ogni attività non essenziale. Oppure non nociva.  
      E su questa ultima differenza tra attività non indispensabili e non dannose si sono creati due blocchi contrapposti di “scuole di pensiero”.
      Da una parte i sostenitori del coprifuoco assoluto, riuniti sotto lo slogan governativo #IoRestoACasa, e dall’altra i difensori del diritto di muoversi anche solo per una passeggiata o per “sport e attività motoria”, a piedi o in bici, come peraltro esplicitamente previsto e consentito dal decreto Conte. 
      Il paradosso, inoltre, consiste nel fatto che ambedue le “fazioni” abbiano ragione, sia chi decide di restare stabilmente nella propria abitazione sia chi vuole muoversi all’aperto nel rispetto delle disposizioni vigenti. Il conflitto si accende però quando i primi esigono che il loro comportamento sia imposto anche agli altri, accusati di essere “fuorilegge”, irresponsabili e pericolosi potenziali diffusori di contagio.
      Questi ultimi, naturalmente, non riescono a comprendere e accettare simili accuse in quanto ritenute totalmente infondate e basate su una interpretazione per lo meno superficiale se non largamente distorta della situazione contingente.
      Se facciamo un parallelismo con il fenomeno stradale, per la strage motoristica le criticità relative all’opinione pubblica e istituzionale riguardano una grave sottostima dell’entità del pericolo o, qualora se ne percepisse la gravità, l‘incomprensione delle cause reali e quindi la conseguente inadeguatezza delle soluzioni basate su premesse infondate.
      Tornando all’emergenza virale in corso possiamo dire che si è raggiunta una buona consapevolezza generale sulla gravità della situazione mentre i due contrastanti approcci risolutivi sopra descritti evidenziano invece una notevole asimmetria conoscitiva del fenomeno patologico con una conseguente deriva comportamentale che risente, da parte di alcuni, più di fobia emotiva, ai confini con la psicosi, che di atteggiamenti razionali e mirati.

      Questo può accadere quando ci rifiutiamo di capire, ragionare, fare un piccolo sforzo mentale per comprendere situazioni e dinamiche non necessariamente complesse ma anche solo insolite o particolari.

      Entrano in gioco allora fenomeni come le euristiche, ovvero processi cognitivi sintetici di giudizio, che non richiedono valutazioni più approfondite e analitiche. In questo caso uno slogan, una formula verbale come “IoRestoACasa” racchiude tutto quello che devo sapere e fare, senza costringermi a pensare oltre.
      E’ molto triste prendere atto di quanto sia diventato faticoso e crei disagio provare a ragionare per capire meglio la realtà che ci circonda, rintanandoci nella nostra “comfort zone” delle regolette e dei luoghi comuni come, per la sicurezza stradale, indossare la cinta, il casco, non usare il cellulare, la bici è pericolosa, il pedone si getta sulle strisce, etc, senza scendere nel profondo delle varie leve che muovono le azioni umane alla guida.
      E provoca ancora più amarezza e sconforto notare che l’approccio consapevole e scientifico ai fenomeni patologici sociali venga visto come inopportuno o addirittura pericoloso da chi si ferma alla superficie delle questioni.
      Per non parlare poi delle istituzioni quando si appiattiscono su queste stesse posizioni all’insegna dell’approssimazione.
Alfredo Giordani
Rete #Vivinstrada
Testo decreto 9 marzo 2020 che riporta il dispositivo:

" ...lo sport e le attivita' motorie svolti  all'aperto  sono
ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile  consentire  il
rispetto della distanza interpersonale di un metro;»

Mobilitazione nazionale dei Cittadini Della Strada

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#RISPETTIAMOCINSTRADA

Roma, 23 febbraio 2020, ore 11,00, Colosseo – Fori Imperiali

PROGRAMMA

  • ORE 11 inizio ritrovo in via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo. Video e foto con striscioni, cartelli, maschere, bandiere per la prevenzione e contro la violenza stradale.
    Esibizione del campione di Bike Trial Diego Crescenzi. DIEGO CRESCENZI

 

  • ORE 12.00 circa spostamento lungo via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via del Corso verso largo Chigi per esibizione gruppo Soul Singers presso la galleria Sordi.
  • SOUL SINGERS
  • ORE 13.30 termine evento

CorteoCorso

CorteoVenezia

 

Questo il testo dell’appello inviato al Presidente Sergio Mattarella il giorno 11 gennaio 2020:

                         Al signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

                                                                                 c/o Quirinale, Roma

                                            e, p. c. Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Presidente Anci Antonio Decaro

Signor Presidente,

     le associazioni firmatarie di questo appello Le chiedono un incontro urgente al fine di promuovere con ogni istituzione competente gli interventi necessari per fronteggiare l’emergenza stradale che sta rendendo sempre più mortali e invivibili gli spazi pubblici viari del nostro amato Paese.

Le preannunciamo l’intenzione di voler manifestare tutta la nostra indignazione e preoccupazione per l’attuale drammatica situazione di dilagante violenza motoristica con un evento che si terrà a Roma il 23 febbraio prossimo il cui svolgimento auspichiamo di concordare anche con i Suoi uffici.

Alleghiamo la nota sottoscritta dai soggetti associativi promotori dell’iniziativa ed elenco adesioni.

La ringraziamo per l’attenzione e La salutiamo cordialmente.
I Cittadini della Strada

 

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Questo il testo del comunicato allegato all’appello:

 

É EMERGENZA STRADALE

 Il livello di violenza sulle strade è insostenibile, come sempre e ogni giorno di più. Ciò che esaspera gli animi è il gelido silenzio istituzionale, l’assenza di qualunque reazione ad ogni livello, da parte di amministratori locali e decisori politici di fronte a un fenomeno di tale impatto sociale.

Ci siamo incontrati in risposta a un forte impulso tanto istintivo quanto razionale per chi, come noi, non può più accettare di stare a guardare inerme.

UNIRE LE FORZE

Siamo tanti, siamo cittadini della strada ancora senza diritto di cittadinanza. Soprattutto le utenze vulnerabili, bambini, disabili, anziani, pedoni, ciclisti, motociclisti, quelle più virtuose e assurdamente le prime a cadere sotto i colpi della violenza motoristica.

Abbiamo pensato a una forma di mobilitazione generale, una manifestazione, a Roma.

Abbiamo fissato una data, domenica 23 febbraio 2020, per consegnare tutti insieme al Presidente della Repubblica le nostre proposte sulle misure più urgenti ed efficaci per ridurre ai minimi termini la minaccia stradale.

Senz’altro opportuna sarebbe la dichiarazione dello stato di Emergenza Stradale, il riconoscimento, finalmente, di un fenomeno da sempre colpevolmente rimosso, nella narrazione e nelle soluzioni, di fronte all’opinione pubblica.

Correremmo però il rischio di non vedere nessuna vera iniziativa efficace e risolutiva conseguenziale a una dichiarazione solamente formale, come successo praticamente sempre fino a oggi.

A noi invece interessano gli interventi concreti legati ad una vera emergenza, a cominciare dal dispiegare sulle strade le risorse umane come peraltro previsto dalla legge. Chiediamo pertanto:

  • Impiego delle Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia in primis anche e soprattutto in area urbana, (l’Italia conta 475 agenti ogni 100.000 abitanti però con scarsi impieghi operativi per la prevenzione sulla strada!) per un controllo stringente sui comportamenti di guida più a rischio, come gli eccessi di velocità, il mancato rispetto delle utenze vulnerabili (art. 191 Codice della Strada), la sosta illegale e l’uso del cellulare alla guida.

Oltre al contributo professionale del personale di controllo è necessario anche un consistente impiego di soluzioni tecniche al servizio della prevenzione:

  • larga diffusione di strumenti tecnologici per il controllo delle violazioni alle norme stradali come:

autovelox, sistemi Tutor, T – Red, telecamere per controllo e sanzione illeciti da remoto e avvio sperimentazione ISA – Intelligent Speed Adaptation, a partire dal parco auto delle varie amministrazioni centrali e locali.

  • modifiche al Codice della strada che consentano un più efficace impiego delle tecnologie di controllo, in particolare per la velocità con abolizione dell’obbligo di segnalazione delle postazioni per la rilevazione della velocità (art. 142, 6 bis);

La governance del fenomeno deve essere chiara, con competenze e prerogative specifiche e all’altezza della situazione:

  • individuazione di un luogo d’incontro/laboratorio tra istituzioni e associazioni per la concertazione degli interventi e di un organo “alto”, autorevole e competente, responsabile per la gestione delle politiche a contrasto del fenomeno della strage stradale.

Le seguenti attività portano risultati nel medio e nel lungo periodo ma hanno bisogno di essere avviate subito, a partire dall’imprescindibile opera di sensibilizzazione sociale:

  • opera adeguata di comunicazione, formazione ed educazione stradale, dai giovani studenti fino ai conducenti, i lavoratori e alle collettività in genere;
  • pacchetto Ciclabilità: abolizione dell’obbligo all’uso delle piste ciclabili e abolizione del divieto di pedalare affiancati fuori centri urbani, apertura delle corsie riservate bus all’uso delle bici in promiscuo, legalizzazione del doppio senso ciclabile nei sensi unici, equiparazione al pedone sugli attraversamenti pedonali in sella, case avanzate alle intersezioni semaforizzate, introduzione di una distanza minima per il sorpasso degli utenti delle bici da parte di auto e motoveicoli;
  • avvio delle opere infrastrutturali per il ridisegno delle aree urbane con la diffusione delle aree pedonalizzate all’interno di città a disciplina generale 30 km/h, realizzazione e cura di spazi e passaggi pedonali, con particolare attenzione alla mobilità dei disabili e delle utenze scolastiche, ma anche degli animali, in città e in ambito extraurbano;
  • incentivazione delle modalità di trasporto leggere e sostenibili, compresa la micromobilità e logistica elettrica, e disincentivo al mezzo privato (road pricing, sosta pagamento, fiscalità carburanti).

 

    I Cittadini della Strada

 

Risposta della Presidenza della Repubblica:

FOTO RISPOSTA ERBANI

 

REPLICA DEI CITTADINI DELLA STRADA ALLA RISPOSTA DEL QUIRINALE:

FOTO REPLICA A ERBANI


 

Articolo Corriere della Sera Roma 23.2.2020

Articolo Corriere della Sera Roma 6.1.2020

Articolo La Repubblica 22.2.2020

Articolo Bikeitalia.it

Video Bring Your Bike

Articolo Gazzetta dello Sport

Articolo Dinamo Press

 

Adesioni appello Presidente della Repubblica

 Unione Italiana Ciechi Roma, Massimiliano Naccarato –

Fondazione Luigi Guccione Onlus, Giuseppe Guccione –

Fondazione Michele Scarponi Onlus, Marco Scarponi –

Rete Vivinstrada, Alfredo Giordani –

SAR Fci Lazio, Alessandro Malagesi –

Marco Pietrobono Onlus, Bruno Pietrobono –

Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada, Franco Piacentini –

Ass. Gabriele Borgogni Onlus, Valentina Borgogni –

Ass. Lorenzo Guarnieri Onlus, Stefano Guarnieri –

Ass. Angeli sull’Asfalto, Lucilla Arbasini –

Ass. Massimo Massimi Onlus, Massimiliano Massimi –

Ass. Manuel Biagiola, Silvia Emiliani –

Ass. Vittime Strada Ada Cuglietta, Aurelio Longo –

Ass. Motociclisti Vittime della Strada, Enrico Botti –

Ass. Mongolfiera, Katiuscia Mariani –

Ass. Flavio Arconzo, Vittime della Strada e della Giustizia, Katia Schiavone

Ass. Flavio Arconzo Rm, Tamara Perrone –

Fondazione Marco Pantani, Stefano Bagnolini –

Ass. L’Incontro, Aniello Miele –

Ass. Andrea Nardini Onlus, Patrizia Ramponi –

Fondazione Maurizio Cianfanelli Onlus, Maurizio Galli Angeli –

Progetti per Deby Onlus, Teresa Astone –

Ass. Mamme Coraggio e Vittime Della Strada Onlus, Elena Ciaramella –

Marina Romoli Onlus, Marina Romoli –

Sicurinstrada, Antonio Mortai –

Fondazione Casartelli, Luca Panichi –

Afvs Basta Sangue sulle Strade Onlus, Martina Verrilli –

Aifvs, Giuseppa Cassaniti –

Avisl, Domenico Musicco –

Acrsd Davide Marasco, Maria Grazia Carta –

Marina Fontana Cona, Ilia Ticciati, Carlo Riparbelli, Gioia Bucarelli, Viviana Ferrero, Monica Amore, Tiziana Montinari, Marco Martens, Filippo Crostella, Raffaella Tiberi, Andrea Romagnoli, Massimo Minopoli, Paolo Buranello, familiari, vittime della strada e attivisti –

Osservatorio Vittime, Gianmarco Cesari –

Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, Eugenio Ficorilli –

Alleanza Mobilità Dolce, Anna Donati –

Istituto Nazionale di Urbanistica, Roberto Pallottini –

Ass. Italiana Medici per l’Ambiente ISDE, Roberto Domizi –

Legambiente, Stefano Ciafani –

Legambiente Padova, Elia Marchi –

AISES Ass. Italiana Segnaletica e Sicurezza, Eros Pessina –

Pontieri del Dialogo, Andrea Fellegara –

FIAB Onlus, Alessandro Tursi –

Fiab Ruotalibera, Roberto Cavallini –

Fiab Vallesina, Carlo Sabbatini –

Movimento Salvaiciclisti 

Salvaiciclisti Roma, Enzina Fasano –

Salvaiciclisti Bologna, Simona Larghetti –

Salvaiciclisti Piombino, Marco Melillo –

Salvaiciclisti Pinerolese, Piero Quaglia –

Salvaiciclisti Padova, Eugenio Varotto –

Terre del Sud Salvaiciclisti Bari, Marco Terzi –

Salvaiciclisti Catania, Attilio Pavone –

Bikeitalia.it, Paolo Pinzuti –

Tavolo Ciclabilità Napoli, Luca Simeone –

Famiglie senz’auto, Linda Maggiori –

GCC Rm, Grande Come una Città –

Animal Equality, Giuseppina Codraro –

Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale, Stefano Giannini –

Mobilità Sostenibile Catania, Viola Sorbello –

Mobilita.org, Amedeo Paladino –

Co.S.Mos Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile, Luca Gargiulo,

Comitato Slow Town, Giancarlo Simoni –

SiCammina, Andrea Machetti –

Actitalia Federazione Naz. Ass. Campeggiatori Turistici d’Italia, Pasquale Zaffina –

Ass. Guida Sicura Italia, Roberto Damiano –

Ass. Sportiva Guida Sicura, Massimiliano Zanetti –

Ass. Conducenti Emergenza Sanitaria CoES Lazio, Stefano Di Nino –

Progetto Sicurezza Avis Faenza, Alvaro Vanni –

Soc. Avis Sport e Solidarietà, Giancarlo Cedri –

Osservatorio Bikeconomy, Gianluca Santilli –

Milano Bicycle Coalition, Marco Mazzei –

Ass. Italiana Magistrati Avvocati Notai Ciclisti, Manlio D’Amico –

Muoviti Elettrico, Marcello Bellini –

Bike to School Roma, Anna Becchi –

Ass. Massa Marmocchi in bici a scuola, Mari Pia Leaci –

Hub Mat, Roberta Calcina –

Unione Pro Loco d’Italia Cs, Antonello Grosso La Valle –

Comitato di zona via Tieri, Rm, Giovanni Giallombardo –

Bringyourbike, Loreto Valente –

Comitato Mura Latine Roma, Annabella D’Elia –

Fed. Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco –

Federciclismo Lazio, Mauro Tanfi –

ACCPI Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani, Cristian Salvato –

Turismo senz’auto, Roberto Luffarelli –

Life Care, Gianfranco Piermartiri –

Tartaruga xyz Aps Orvieto sport e disabilità, Massimo Lucarelli –

Bicibus Calderara Bo, Guido Tondelli –

Bicitaly Asd, Paolo Corgna –

Volontari Ciclabile Tevere, Sven Otto Scheen –

Asd Giubileo Disabili, Mauro Valentini –

Canottieri San Cristoforo Mi, Sergio Passetti –

Gruppo Sportivo GFNY, Mirko Della Polla –

CicloLab, Laura Marinelli –

Ass. Ti Meriti Tempo, Davide Campanella –

Asd Tibur Bike Team, Bernabei Flavia –

UV Tivoli Gentleman, Alessandro Morici –

Asd Aniene Bike, Fabio Salati –

Asd Lazio Outdoor Bike Team, Fabio Toschi –

Gruppo Ciclistico Gino Garofalo, Vincenzo Vella –

Velino Mtb Rieti, Vincenzo Amarù –

Asd Dislivello Camp, Fulvo Lecci –

Asd Scorte Tecniche Vessella, Andrea Vessella –

Bici System Cars, Pantaleo Marturano –

Vitinia in Bici, Paolo Patriarca –

Asd Ciaparat Milano, Antonio Metta –

C.S. Concordia Cicli Bortolotto, Giorgio Bortolotto –

Asd Amicibici Gallarate, Marco Golzio –

Asd Futos Bicke, Luca Buarotti –

Galbiati Sport Cicli Esposito, Rosario Galbiati –

Asd Roccasecca Bike, Folco Luciano Iacovella  –

Bike Now, Paolo Rivolta –

T- Red Factory Racing Asd, Romeo Stanco –

Asd Mr Bike, Andrea Spinoni –

Cycling Cafè Racing Team, Fabio Ottaviani –

Asd Ciccolini Mentana, Remo Ciccolini –

G. C. Allumiere, Andrea Mascitti –

Asd Pro Bike Riding Team, Lorenzo Andolfi –

A. Ri. Bi. Csi, Gian Carlo Piana –

Asd Temerari, Luciano Scipioni –

UC Rionero il Velocifero, Claudio Lapolla –

Ciclo Team Tanagro, Arsenio Parrella –

Asd Rokka Bike, Alessandro Basile –

Asd Squadra Terùn Scalea, Bruno Rossano –

Asd Bike Tour Vallo di Diano, Franco Petrizzo –

Asd Team Black Panthers, Francesco Vitiello –

Asd Felice Scandone, Albino Moscariello –

Asd Team Bike Terenzi, Claudio Terenzi –

Asd La Ciclopica, Fabrizio Fratini –

G.S. Lapiada Bike Asd, Ronchetti Sergio –

Asd Ciclistica Valle Trigno, Rocchino Bugni –

I Colli di Coppi Asd, Pietro Cordelli –

Asd Sempresuipedali, Vladimiro Volpi –

Asd Velo Club Valsusa, Alessandro Baritello –

Asd Veloclub Ventocontrario, Giuseppe Gallina –

Ciclo L’Hub, Gabriele Di Lorenzo –

Ciclo Club Vasto, Antonio Spadaccini –

Il Tandem Volante, Diego Guerriero –

A ruota libera, muoviamoci in bici Padova, Andrea Nicolello-Rossi –

Emotionbike, Mauro Di Michele –

Saccisica Pedala, Michele Salmaso –

Sempre in bici, Hector Franza –

Cicli Bacco, Alessandro Bacco –

G.S. Corsera, Danilo Maurizio Fullin –

Borracce di Poesia, Alessandro Ricci –

Asd GF della Versilia Ciclismo e Solidarietà, Silvia Sarappa –

Rodman Amici di Bici, Daniele Perino Duca –

Asd Apebike, Alessio Bonetti –

Napoli Pedala, Antonio Tempesta –

Asd Mugello Toscana Bike, Marco Vinci –

Bike and Ride Msp Asd, Franco Bernardini –

KM0 Cycling Team, Mario Dabbeni –

ASD Cuore Grinta Passione Team De Rosa Santini, Andrea Capelli –

Erina Panepucci, Magnifico Isabella, Magnifico Antonio, Giorgi Domenico, Serpetti Laura, Serpetti Maura, Pasqua Gina D’ambrosio, Elisabetta Cipollone, Francesca Lozito Bucci, Gabriella Fardella, Carmen Fichera, Gabriele Caccavaio, Carla Rossi, Adelfia Franchi, Fabio Salvatore, familiari vittime della violenza stradale;

Per le strade della vita Aps, Maria Rosaria Vitiello –

AIFVS Benevento, Michele Boscarelli Marilena Tedesco –

Ass. Matteo La Nasa, Croce Castiglia –

Ciclofficina Balenga, Carlo Artisi –

ASD la SpoletoNorcia, Ministrini Luca –

ASD MTB club Spoleto, Emiliano Di Battista –

Gran Fondo del Parco, Nicolangelo Zoppo –

Asd GS Largo Sole, Carla Capassi –

 Touring Club Italiano Delegazione Romana, Giuseppe Roma –

Ass. GDP, Gianfranco Di Pretoro –

Aps Bike4city, Livio Lanni –

Ass. La Storia in Bici, Michelino Davico –

Formula Bici, Roberto Sgalla

Corro Corrieri Roma, Roland Ruff –

ASD B.Z.I. Brutti Zozzi e Infangati, Sandro Moretti –

Ass. Civico 49, Richard Dernowski –

Gare in rete, Mauro Cerminara –

ASD Esercito SME Ciclismo, Alessandro Graziani –

Ass. Io Rispetto il Ciclista, Paola Gianotti –

Asd Mountainfire, Fernando Gatti  –

Ente di Promozione Sportiva CSAIn, Biagio Nicola Saccoccio –

ACI, Angelo Sticchi Damiani –

Osservatorio per la Polizia Locale, Romolo Bonarota –

Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Dewi van de Weerd –

Fondazione Claudio Ciai Onlus, Daniela Trambusti –

MUNICIPIO ROMAVII, Salvatore Vivace –

Federazione Motociclistica Italiana, Antonella Maria Martometti –

CONI, Giovanni Malagò –

Associazione Consumatori e Famiglie ( Assoconfam aps ), Pino Bendandi –

Mo.bici, Enrico Melissano –

Movimento Strada alla Vita, Clelia Formiconi –

 

 

 

 

 

 

VERSO IL LIMITATORE DI VELOCITA’ OBBLIGATORIO (I.S.A.)

ORA TOCCA A NOI!

Costituito il comitato promotore della campagna a sostegno dell‘Intelligent Speed Adaptation, il dispositivo telematico che impedisce automaticamente di superare i limiti di velocità alla guida.

Rete Vivinstrada,  Fondazione Luigi GuccioneFondazione Michele Scarponi,   AIFVS,  A. D. P.  Marco Pietrobono Onlus, Bikeitalia.itSULPL Roma, LegambienteLegambici  Salvaiciclisti Roma e   Associazione Motociclisti Vittime della Strada

DICONO BASTA

agli eccessi di velocità e alla violenza stradale.

 

campagna isa comitato promotore - 12

FIRMA LA PETIZIONE

Ricordiamo i numeri della violenza e della strage stradale in Italia (3.378 morti e 17.000
feriti gravi), in Europa (25.300 morti e 135.000 feriti gravi) e nel mondo (1.350.000).
Non solo le utenze vulnerabili (pedoni, ciclisti, disabili, bambini anziani) pagano un prezzo alto ad un sistema di mobilità violento e costoso ma anche gli stessi automobilisti e motociclisti.

Nel 2017 – oltre a 40 bambini uccisi, 600 pedoni e 274 ciclisti – 1.464 automobilisti e 735 motociclisti sono rimasti uccisi.
Questo tributo, che vede la velocità come causa principale di sinistri stradali ed elemento
che ne determina la gravità, non è inevitabile: in particolare, semplicemente connettendo i sistemi di navigazione satellitare e l’apparato elettronico di controllo del motore, cioè due dispositivi ormai installati su tutti i nuovi veicoli, è possibile fare in modo che l’automobile rispetti automaticamente i limiti di velocità in vigore sulle strade.
Questo dispositivo esiste da tempo e si chiama ISA (Intelligent Speed Adaptation): esso è
stato a più riprese e positivamente valutato in diversi studi e ricerche internazionali, ma la sua introduzione, per quanto sempre raccomandata, si è scontrata sino a oggi con una
mai esplicitata e motivata ma evidentemente ben efficace opposizione.
Anche l’ETSC (European Transport Safety Council) lo promuove come una soluzione
importante per ridurre la mortalità e la lesività degli scontri stradali.
La Campagna per l’introduzione del dispositivo ISA è veicolata in tutti i Paesi dell’Unione
Europea e fatta conoscere al resto del mondo perché possano svilupparla in tutti i Paesi
aderenti all’ONU.
I destinatari della petizione sono:
Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano
Giuseppe Conte, la Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Maria Elisabetta
Alberti Casellati, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Junker, il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Manuel de Oliveira Guterres, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

 Compito del comitato promotore sarà sensibilizzare Governo, Ministero competente, Parlamento e, attraverso questi, le istituzioni internazionali, al fine di avviare al più presto il percorso per rendere obbligatorio l’utilizzo del limitatore di velocità automatico a controllo satellitare (ISA).

Invitiamo associazioni e cittadini ad aderire a questa campagna di civiltà per la pacifica condivisione delle strade.

SI POSSONO COMUNICARE LE ADESIONI ALL’INDIRIZZO EMAIL

vivinstrada@outlook.it

 O NEI COMMENTI AL PRESENTE ARTICOLO.

 Al più presto verranno comunicate le iniziative a sostegno della campagna per #ISA.

Grazie della collaborazione.

 

Le adesioni sono in fondo all’articolo.

Continua a leggere “VERSO IL LIMITATORE DI VELOCITA’ OBBLIGATORIO (I.S.A.)”

CHI GUIDA LA TUA AUTO.

A CONTROLLARE IL VOLANTE E’ LA TUA PARTE RAZIONALE O QUELLA EMOTIVA?

LINK  VIDEO 1 DEL WORKSHOP:  PRIMA PARTE

LINK VIDEO 2 DEL WORKSHOP: SECONDA PARTE

2

 

LUNEDI’ 26 NOVEMBRE 2018 SI TERRA’ LA SECONDA PARTE DEL WORKSHOP SU CULTURA E PREVENZIONE STRADALE DELLA CONSULTA CITTADINA DELLA SICUREZZA STRADALE, MOBILITA’ DOLCE E SOSTENIBILITA’ DI ROMA PER TRATTARE IL TEMA DEL DIFFICILE RAPPORTO TRA FATTORE UMANO E GUIDA.

ROMA, 26.11.2018, ORE 16.30, (termine previsto ore 18.30) SALA EVENTI PIANO TERRA DIPARTIMENTO MOBILITA’ E TRASPORTI DI ROMA CAPITALE, VIA CAPITAN BAVASTRO, 94.

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ILLUSTRAZIONE E COMMENTO DEI FENOMENI COGNITIVI ENDOGENI E ACQUISITI CHE OSTACOLANO, LIMITANO E CONTRASTANO L’ATTIVITA’ DI GUIDA RAZIONALE.

  • ATTENZIONE SELETTIVA
  • FENOMENO DEL PILOTA AUTOMATICO
  • BYE BYE SYNDROME
  • VALUTAZIONE SITUAZIONALE E PERCEZIONE DEL RISCHIO
  • LOCUS OF CONTROL
  • COMPENSAZIONE PSICOLOGICA DEL RISCHIO
  • PARADOSSO DEL GIOVANE GUIDATORE
  • ANSIA STRADALE
  • DISTORSIONE ATTRIBUZIONALE E RAZIONALIZZAZIONE PSICOLOGICA
  • DEINDIVIDUAZIONE, DEPERSONALIZZAZIONE, DEUMANIZZAZIONE
  • RESISTENZA AL CAMBIAMENTO
  • IL MITO DELLA VELOCITA’                                                                                                                     43

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WHICH AUTOMOBILE?

This article isn’t about the type of car we should buy according to our financial situation or that best suits our needs as individual or as a family,

whereas, the following article aims to analyse the element that always has been and still represent, in most societies, the core of the general mobility model, which, from many decades now, heavily shapes our entire lives and environment, especially within the urban area.

Technology is offering several types of innovative automobiles, which bet on the ecological factor (electric cars), and on safety (driver assisted or driverless cars), presenting them as “resolvent models” in the field of sustainability.

EV for blog VIS

Although, is it reasonable to consider the electric engine totally clean and perfectly integrated into the perspective of a liveable city? Is it sufficient to provide the car with some kind of braking device or with autonomous driving itself, to allocate the automobile as a “smart and safe vehicle”?

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LA MOBILITA’ URBANA, DAL MODELLO PERDENTE A QUELLO VINCENTE E SICURO. PER TUTTI. Sicurezza nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro. (da quaderni Ispra 16 – 2017, pag. 50)

Di A. Giordani, coordinatore Rete VIVINSTRADA (44)

Link al documento Ispra

ISPRA QUADERNI ARTICOLO GIORDANI
Siamo ormai generalmente consapevoli che, a Roma, come anche diffusamente in Italia, l’uso abnorme di automobili sia la causa di gravi criticità sociali come congestione e invivibilità, inquinamento atmosferico e acustico e sinistri stradali troppo spesso mortali.
Di questa mole di spostamenti la componente casa-lavoro e casa-scuola rappresenta una parte molto consistente. Come stimato da ISFORT il 31,3% degli spostamenti nel 2016 della mobilità urbana avviene per motivi di studio e di lavoro. (45)

 

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PREVENZIONE STRADALE: UN DECALOGO – PRONTUARIO DI SOLUZIONI VERAMENTE EFFICACI. E FALSI MITI.

Come più volte riportato negli articoli di questo blog, la sicurezza stradale annaspa da decenni in un mare di approssimazione, improvvisazione e incompetenza dimostrati platealmente soprattutto dalla incapacità di saper individuare e perseguire le soluzioni idonee (PRIMARIE) a dare svolte significative al fenomeno, preferendo invece intraprendere azioni (COMPLEMENTARI) ispirate a luoghi comuni e stereotipi diffusi da chi la materia non l’ha mai saputa comprendere o addirittura da chi aveva interesse nel fallimento dell’attività preventiva.

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A beneficio di chi abbia veramente intenzione di porre un argine alla strage stradale proponiamo un quadro di interventi prioritari la cui caratteristica è sia quella di funzionare al meglio se attuati a sistema sia quella di portare immediati e significativi benefici anche se attuati singolarmente.

Ogni soluzione riporta anche da quale delle tre colonne concettuali della scienza multidisciplinare della prevenzione stradale di rete #Vivinstrada attinge:

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QUALE AUTOMOBILE?

Questo articolo non parla del modello di macchina che possiamo acquistare compatibilmente con le nostre condizioni economiche e le esigenze individuali o della nostra famiglia.

Ci preoccupiamo invece di analizzare l’elemento su cui è da sempre e tuttora impostato e incentrato, nella maggioranza delle società, il modello generale di mobilità che da molti decenni condiziona pesantemente le nostre esistenze e l’ambiente, soprattutto in ambito urbano.

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SUGGESTIONS FOR THE CREATION OF A DISCIPLINE CONCERNING PREVENTION AND CULTURE OF THE ROAD (Theoretical and Practical)

The following proposals come from the need for a deep and honest analysis of the theories, actions and solutions about road safety issues.

We must be aware that if we go on following the same paradigm and strategy of the last unsuccessful decades we risk getting the same bad results. Continua a leggere “SUGGESTIONS FOR THE CREATION OF A DISCIPLINE CONCERNING PREVENTION AND CULTURE OF THE ROAD (Theoretical and Practical)”